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Borsone per la palestra (REGALATO)
L'intervista D: Sei il primo ragazzo di sesso maschile ad aver attinto alla lista... orgoglioso di questo primato? R: Molto orgoglioso (ma è la verità o lo dici solo per farmi piacere?). Poi, ad essere sincero, in un certo senso ne sono anche contento: arrivare secondo o terzo mi avrebbe fatto ingelosire (anzi, fai una cosa: se per caso non fosse vero che sono il primo, non me lo dire; continua a mentirmi, preferisco così). D: Secondo te con la borsa tecnica miglioreranno le mie prestazioni in palestra? R: Sì, ne sono sicuro. Alla vecchia storia dell’abito e del monaco non crede più nessuno. Un look più performante, più fashion, aiuta. Diciamo che è un doping visivo. D: Sicuro che Alfredo sia a conoscenza del fatto che gli hai sottratto un borsone? R: Beh, anche in questo caso devo essere sincero: Alfredo non sa niente. Il borsone gliel’ho rubato di notte, forzando la porta di casa sua con un piede di porco. Ho paura che abbia fatto denuncia e che presto i RIS di Parma cominceranno con i rilievi. Se vengono ad arrestarmi mi porti le arance a Rebibbia? Ci si arriva a fette dalla Palmiro Togliatti. D: Parlaci (brevemente) del progetto "Palmiro Togliatti a fette"... come procede l'iniziativa? R: Tutto nasce da questi versi di Victor Cavallo: “un giorno camminerò tutta via Palmiro Togliatti a fette / piano piano come quel giorno ormai lontano del 1963 / niente addio giovinezza solo ciao”. Li trovo di un lirismo struggente. Mi domanderai: perché? Non so dirti bene. Forse perché ho scoperto cosa c’è dietro: “Era il giorno del 1963 e io scendevo con una maglietta gialla / lungo il viale della Garbatella / questa passeggiatella che mi taglia il cuore / non ha bisogno di chiamarsi storia…”; era lui adolescente che andava al primo appuntamento d’amore: “il giorno più bello della mia vita”, dirà in un’intervista molti anni dopo. Poi perché di Victor Cavallo mi ha sempre colpito soprattutto il senso del camminare senza meta: “un tipo non fa che girare per la città passando da un bar all’altro / ogni tanto scambia qualche parola con qualcuno, sport, tempo, casino ecc. / (facce negozi traffico facce negozi traffico)…” E’ quasi incredibile: sembra proprio la descrizione di certi pomeriggi dedicati ad uno dei miei passatempi preferiti: il giro dei bar (“Mi disse: non si possono scegliere sempre le strade che vuoi d’un tratto sei a collatino e sei a collatino poi a tiburtino poi a casilino poi sulla tuscolana a piazza Irnerio alla piramide al baretto…”). Infine, perché via
Palmiro Togliatti unisce – in
un viatico di ideale purificazione
(o perdizione, che è lo
stesso) – la “divina
pietralata” alla “tuscolana
pazza e disperata”.
Sulla disperata pazzia della
Tuscolana basta citare solo: “…e
cominciai a pensare che mi
amava come una pazza, come
una tuscolana mischiata all’appia…”;
o al limite aggiungere una
breve trama: “lui è pazzo
lei pure fine”. |
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